Sabato 25 ottobre 2014 alle ore 19 nella chiesa del Cristo Flagellato presso l’ex ospedale di via San Rocco in piazza San Giovanni a Matera è in programma la presentazione del libro “Cappuccetto rosso” di Caterina Gambetta. Una fiaba speciale per favorire l’integrazione del bambino autistico nel gruppo classe strategie metodologico-didattiche dell’ABA.

Interventi

Caterina Gambetta, insegnante di sostegno, operatore ABA e presidente associazione ABABas

Gabriella Capozza, insegnante di scuola secondaria di I grado “Nicola Festa”

Domenico Mangione, neuropsichiatra infantile, dirigente medico ospedale Madonna delle Grazie di Matera

Patrizia Di Franco, dirigente scolastico istituto comprensivo “Padre Minozzi” di Matera

L’Italia è considerata all’avanguardia in materia di legislazione sull’integrazione scolastica,in quanto è disciplinata da due fondamentali provvedimenti legislativi, le leggi 517/77 e 104/92.
In particolare la Legge 104/92 rappresenta il punto di riferimento che sancisce il diritto all’educazione e all’ istruzione per tutti i diversamente abili, prescindendo dalle difficoltà di apprendimento e da eventuali difficoltà derivanti dalla disabilità. Tale Legge si prefigge l’ integrazione scolastica dell’allievo favorendone l’apprendimento e lo sviluppo delle potenzialità comunicative e relazionali.
Purtroppo i bambini autistici,che negli ultimi anni sono in netto aumento, non sono seguiti adeguatamente e non ricevono la stessa attenzione rispetto ai bambini che presentano altre patologie.
I soggetti affetti da autismo si contraddistinguono per una compromissione della comunicazione, dell’ interazione sociale, dell’autonomia e della socializzazione. Tali problematiche richiedono specificità operative, senza le quali non si possono attivare né processi di apprendimento, né di integrazione. Nella scuola italiana la formazione degli insegnanti che possano supportare con competenza e professionalità i bambini con Disturbo dello Spettro Autistico (ASD) è ancora limitata.
Un bambino ASD non vocale, con gravi comportamenti-problema, con difficoltà nell’interazione sociale, nella socializzazione e nell’attenzione, nella comunicazione ricettiva ed espressiva, richiede risposte e interventi differenti, cioè una “educazione speciale”.
Si potrà parlare d’integrazione solo quando il bambino autistico sarà inserito nel gruppo classe, e riuscirà a lavorare sulla stessa unità didattica della classe, e l’insegnante adatterà gli obiettivi individualizzati a quelli curriculari, attraverso l’applicazione delle procedure e tecniche cognitivo-comportamentali dell’ABA ovvero Analisi Comportamentale Applicata. Tali procedure favoriscono l’implementazione di abilità fondamentali e permettono di raggiungere gli obiettivi, anche minimi, prefissati nel PEI (Piano Educativo Individualizzato).
È importante precisare, inoltre, che per una buona integrazione è necessario porre attenzione all’aspetto qualitativo del tempo che si trascorre con il proprio alunno.
Infine è indispensabile preparare i compagni di classe affinché fungano da partner o da tutor durante le attività pratiche e ludiche, per favorire nel compagno con difficoltà l’imitazione e l’acquisizione delle abilità.

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